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Maledetta primavera: quando assieme alla bella stagione arrivano anche pollini e allergie.

Chi sono i 4 peggiori nemici degli occhi e come ridurne i sintomi

15 maggio 2017
Maledetta primavera: quando assieme alla bella stagione arrivano anche pollini e allergie.

Con i primi caldi arriva anche la febbre da fieno e così la stagione dei fiori si trasforma in un incubo: arrossamenti, pruriti, lacrimazione  e addirittura gonfiore. Sensazioni fastidiose che possono persino diventare invalidanti quando si esce fuori casa. In Italia 10 milioni di italiani soffrono di allergie, e nel 75% dei casi i sintomi interessano gli occhi. Per chi indossa lenti a contatto, il problema si aggrava. 

Cosa accade al nostro organismo quando sviluppiamo una reazione allergica

Quando ha luogo una reazione allergica, gli occhi tendono ad attivare un processo di difesa eccessivo contro sostanze recepite erroneamente come pericolose. Tra queste gli allergeni, proteine che, in senso lato, non costituiscono una minaccia per l’organismo. Se il sistema immunitario viene attivato la prima volta che il corpo viene a contatto con l’allergene, tale processo avrà luogo ogni volta che si verifica un altro contatto. Insomma, il nostro corpo non dimentica!

Cause dell’allergia o del fastidio agli occhi

Gli allergeni presenti nei pollini delle piante erbacee che fioriscono tra marzo e giugno e che troviamo comunemente anche nelle aree urbane, si combinano con lo smog atmosferico aumentandone il potenziale allergenico. Tuttavia, vi sono molti altri fattori che possono irritare la congiuntiva dei nostri occhi: pelo animale, acari della polvere, spore fungine, veleni d’insetto o intolleranza a determinate categorie alimentari, come il glutammato. A tale scopo è possibile sottoporsi a test specifici presso dermatologi e allergologi. Un esempio è il prick test per accertare la presenza di un’allergia al polline.

Le piante più dannose agli occhi degli italiani

La classifica delle 5 piante anemofile, cioè che affidano al vento le cellule riproduttive maschili, nemiche degli occhi

1. Le graminacee

Tra le piante erbacee più diffuse al mondo ma solo una piccola parte di queste specie produce facilmente allergie per l’uomo: il logliarello, l’erba mazzolina, l’erba codolina, la festuca dei prati, la fienarola dei prati e l’erba canina emettono polline tra aprile e maggio.

2. La parietaria

Ha un polline molto piccolo perciò facilmente trasportabile dalle correnti d’aria. Al sud il rilascio del polline avviene per lungo tempo, da febbraio fino a maggio mentre al nord la presenza anche se minore ha un picco tra maggio e giugno.

3. Le composite

La specie ad alto rischio allergologico di questa famiglia sono l’ambrosia e l’assenzio selvatico, da luglio e ottobre.

4. Le oleacee

Anche l’olivo è responsabile  di sintomi, soprattutto rinitici tra maggio e giugno.

Come ridurre al minimo si sintomi e le crisi allergiche acute

  • Indossare occhiali scuri

Gli occhiali scuri, preferibilmente avvolgenti con astine larghe proteggono egregiamente gli occhi dai pollini evitando il rischio di irritazioni o congiuntiviti, oltre ad essere un accessorio fashion che completa il look primaverile. Sono la soluzione ideale per chi soffre di allergie. Proteggono gli occhi sensibili dalla forte illuminazione, dagli spifferi e parzialmente dai pollini che fluttuano in aria.

  • Lenti monouso “daily”

Per chi usa le lenti a contatto, il periodo delle allergie potrebbe comportare un disagio indifferente. Il collirio antistaminico, ottimo per alleviare i sintomi della febbre da fieno, non è tollerato da chi indossa lenti a contatto morbide. Queste, sono caratterizzate da pori più ampi rispetto a quelle dure, causando la dissolvenza di parte del materiale delle lenti che può determinare un’ulteriore irritazione della congiuntiva e della cornea. Per chi usa lenti a contatto morbide e soffre di febbre da fieno, è consigliato indossare occhiali da sole con montature avvolgenti o lenti monouso ( “dailies”), in modo da evitare il deposito di polline.

Consigli pratici per la vita quotidiana

  • Lavare regolarmente gli occhiali e sciacquare viso e occhi più volte al giorno
  • Spogliatevi preferibilmente in bagno, dove l’umidità prodotta impedisce al polline presente sugli indumenti di fluttuare nell’aria
  • Appendere diversi asciugamani inumiditi in casa: intrappoleranno parte dei pollini fluttuanti
  • Raccogliersi i capelli (coda, chignon, treccia) o un taglio corto possono prevenire l’attaccamento delle spore dei pollini che avviene frequentemente sui capelli lunghi.
  • Uscire nelle ore più fresche. Nelle aree rurali dalle 19 a mezzanotte, mentre nelle aree urbane dalle 6 alle 8. Il sole delle ore centrali induce una maggiore liberazione di pollini da parte delle piante, che unito allo smog crea un mix micidiale
  • Sostituite spesso i filtri d’aria del climatizzatore e del riscaldamenti, per evitare un accumulo di allergeni. Alla guida, finestrini chiusi!


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